GALUCHAT

Galuchat

Nei secoli scorsi questo materiale ha assunto vari nomi, presi da pesci dai quali si ricava la pelle. Forse è per questo che, ancora oggi vi è confusione fra Squalo di Cina, Cane di Mare, Rouffette e Pelle di Razza.
La pelle di razza era conosciuta, apprezzata e lavorata ben molto prima della rivoluzione francese e da alcuni documenti dell'epoca fra gli estimatori di questo materiale compaiono la Marchesa di Pompadour, Monsignor Maresciallo di Richelieu, la Duchessa di Brissac e sua altezza reale il Duca Carlo di Lorena. Napoleone III aveva commissionato una stanza da letto interamente ricoperta di Galuchat per il Palazzo di Tuileries.
Ma più anticamente che in Francia, la Pelle di Razza fu usata in Giappone per ricoprire l'impugnatura delle katane e dei tanto o per rifinire armature particolarmente eleganti.
Nelle liste degli artigiani francesi tra i più abili nella lavorazione della pelle di razza risultano i Signori Galuchat, padre e figlio.
L'uso del termine Galuchat, come sinonimo di Pelle di Razza, può essere datato intorno al 1760/1775 quando appunto compare in più documenti per descrivere il materiale usato per ricoprire gli astucci degli orologi d'oro, delle trousse da viaggio e degli attrezzi di precisione. Ma è solo intorno ai primi del '900 che il Galuchat conosce il suo periodo d'oro, quando alcuni ebanisti francesi cominciarono a realizzare mobili, armadi, sedie, tavoli lampade e suppellettili vari ricoperti di questo materiale con intagli in ebano ed avorio.
Fino al 18° secolo il Galuchat più usato era quello a grani piccoli mentre dall'art dèco in poi si utilizza quella a grani grossi. Purtroppo non esiste alcuna documentazione sulla passata lavorazione di questo materiale, poiché ogni artigiano esercitava e custodiva gelosamente i segreti della propria abilità; dunque la lavorazione odierna è frutto di nuove ricerche e tecnologie, applicate anche nella tinta della pelle con una gamma di colori completa.
Mentre se osserviamo i pezzi d'antiquariato possiamo notare che i colori principali sono solo tre: il verde, il rosa ed il bianco naturale.
L'unico problema nella lavorazione di questo materiale è la messa in opera; infatti, oltre che rigido e duro, ricordiamo che è composto da un mosaico di cunei tondi di smalto e che deve essere tagliato e piegato con precisione millimetrica per finire in modo perfetto ed elegante l'oggetto da ricoprire.
Certamente gli acciai da taglio e le frese elettriche di cui disponiamo oggi aiutano molto, ma per ottenere un risultato perfetto sono necessarie abilità e cure artigianali.


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